Breve trattato di Legislazione sulla materia

Le leggi per la regolamentazione della prostituzione esistono sin dalla antichità. Quello che è cambiato nel corso della storia non è tanto la loro esistenza o meno quanto i loro obiettivi finali. Fino alla fine del 1600 vi erano solo esigenze di ordine pubblico. Con l'avvento dell'illuminismo le leggi sulla prostituzione servivano a garantire l'ordine pubblico, a limitare la diffusione di MST, a schedare prostitute ed i locali. La prima legge sulla prostutuzione in assoluto è stata varata nell'impero austroungarico sotto il regno di Maria Teresa. Tutte le leggi sulla prostituzione successive in tutta europa si ispireranno a questa.
Negli anni '50-'60 dello scorso secolo quasi tutti i paesi europei aboliranno le loro leggi sulla prostituzione per motivi di incompatibilità con le costituzioni, i trattati internazionali, i diritti sindacali e concezioni politico-ideologiche. Queste leggi, infatti, non riconoscevano pressochè alcun diritto alle prostitute: esse non potevano decidere i prezzi del loro servizio, non potevano rifiutare un cliente ed erano schedate. Erano in completa balia dei locali (spettava ad essi pagare i controlli sanitari) e non avevano diritto alla pensione.
In un periodo di tempo incluso tra gli anni '60 e '90 quasi tutti gli stati europei non avevano leggi sulla prostituzione se non un generico divieto di sfruttamento della prostituzione. Tutto ciò ha creato più problemi che altro consegnando nelle mani della criminalità organizzata un mercato molto vasto.


Allo stato attuale delle cose possiamo individuare 4 modelli di legge sulla prostituzione:

1) leggi di divieto di esercizio e sfruttamento della prostituzione: è illegale sia prostituirsi che pagare per una prestazione sessuale quindi sono puniti sia i clienti che le prostitute. Legislazioni simili sono presenti in Irlanda e Svezia.

2) leggi di divieto di sfruttamento della prostituzione: è legale sia prostituirsi che pagare per una prestazione sessuale tuttavia non è possibile trarre profitto dall'attività di chi offre il servizio. La legge è la giurisprudenza determinano cosa si intende per "sfruttamento", "favoreggiamento" ed "induzione". Simili legislazioni esistono in Italia, Francia e gran parte dell'est europa con diversi livelli di tolleranza.Non esiste nessuna forma di controlli sanitari o sui luoghi adibiti alla prostituzione. La polizia si limita a controllare che non ci sia sfruttamento della prostituzione.

3) leggi di regolamentazione della prostituzione: il sesso a pagamento è completamente legale ma fortemente controllato dalle istituzioni che determinano le regole ed i controlli in maniera indipendente dalla volontà delle ragazze e del singolo locale. La prostituta è generalmente considerata una lavoratrice quindi versa contributi ed ha gli stessi diritti degli altri lavoratori. I due casi più noti sono Austria e Grecia.I controlli sanitari sia sulle ragazze che sui luoghi adibiti alla prostituzione sono obbligatori.

4) leggi di liberalizzazione della prostituzione: il sesso a pagamento è legale ma non è considerato un lavoro. L'intervento delle istituzioni è minimo e si limita a qualche controllo generale. L'organizzazione del lavoro è lasciata ai privati così come i controlli sanitari. L'esempio più illustre è l'Olanda. I controlli sanitari sui luoghi sono obbligatori mentre quelli sulle ragazze non lo sono.

Dopo questa introduzione cercherò di scrivere molto brevemente come funziona la legge sulla prostituzione in Olanda, Germania ed Austria. Ho escluso la germania dalla classificazione iniziale perchè trattasi di un modello ibrido tra la liberalizzazione e la regolamentazione.


LA LEGISLAZIONE OLANDESE

L'obietivo della legislazione olandese è controllare il fenomeno della prostituzione mettendo delle regole al fine di avere migliori strumenti e possibilità di controllo dell'attività dei bordelli, maggiore lotta alla prostituzione coatta e minorile.
Secondo la legge olandese esistono due tipi di prostituzione: volontaria e coatta. La prima è da considerarsi legale mentre la seconda è da combattere.
La nuova legge sulla prostituzione ha portato alla abolizione del reato di sfruttamento della prostituzione, alla decriminalizzaione delle case chiuse ed alla modifica del codice penale.
Il fulcro della nuova legislazione è l'articolo 250a. Esso definisce la prostituzione volontaria come attività legale mentre quella coatta come reato. La prostituzione minorile è sempre da considerarsi coatta. L'acquisto di prestazioni sessuali non è reato se la prostituta è maggiorenne (18). Affinchè si verifichi prostituzione coatta è sufficiente una persona si trovi in uno stato in cui è compromessa la sua integrità fisica e la sua libertà di scelta anche se non è ancora diventata effettivamente una prostituta (reato di traffiking).
Il compito di definire le regole per amministrare la prostituzione è stato delegato ai comuni. Lo stato centrale, quindi, si è limitato a decriminalizzare le case chiuse ed a riformare il codice penale lasciando liberi i comuni di applicare la regolamentazione che preferiscono. Esiste tuttavia un modello di regolamentazione prodotto dalla Associazione dei Comuni Olandesi che è stata adottata da almeno l'80% dei comuni.
Il sistema si basa sulla concessione di una licenz che si ottiene superando una serie di controlli circa la costruzione, l'igene, gli orari di apertura ed il rispetto delle leggi sul lavoro. La licenza può essere ritira se il proprietario non è in grado di mostrare il permesso rilasciato dalla polizia, conflitto con i piani regolatori, impiego di minorenni/irregolari/prostituzione coatta, se il locale crea problemi di ordine pubblico o rende meno desiderabile per vivere e lavorare la zona circostante.
I controlli vengono eseguiti dalla polizia senza preavviso. Gli agenti incaricati devono appartenere ad un apposito dipartimento che ha l'obbligo di rinnovare tutti i suoi agenti ogni sei anni. Vi è comunque un altro grado di collaboraione tra gestori dei locali, polizia, autorità comunali ed associazioni di categoria delle prostitute.
I controlli sanitari si svolgono sia riguardo l'igene delle strutture sia riguardo la salute delle ragazze. I primi vengono fatti senza preavviso mentre per i secondi c'è un preavviso al fine di raggiungere il maggior numero di ragazze posibile. Gran parte della responsabilità grava sulle spalle di datori di lavoro che hanno l'obbligo di sensibilizzare le ragazze e spingere ad adottare solamente pratiche sessuali sicure. I controlli si svolgono 4 volte l'anno e se una donna viene trovata infetta da una MST, le si raccomanda di mettersi in malattia. Nonstante questa legge non normalizzi la prostituzione a tutti gli effetti, le ragazze risultano dipendenti dei locali che hanno l'obbligo contrattuale di pagare la malattia. I controlli sanitari non sono comunque obbligatori per continuare ad esercitare la professione.
Per riassumere in olanda vige un sistema in cui sono i comuni a gestire tutta una serie di licenze concesse a dei locali affinchè all'interno di essi si possa esercitare la prostituzione. Le ragazze risultano dipendenti dei locali e godono di alcuni diritti tipici dei lavoratori dipendenti anche se non c'è stata unha normalizzazione completa. I controlli medici ci sono ma non sono indispensabili per esercitare la professione.


LA LEGISLAZIONE AUSTRIACA

Le legge austriaca è la più severa d'europa dopo quella greca. Di fatto è la più severa perchè in grecia esiste una corruzione ed un mercato nero capaci di vanificare gli sforzi di molte leggi.
La severità delle legge austriaca è determinata, oltre che da fatori di tipo sanitario, anche dalla necessità di evitare lo sfruttamento delle ragazze straniere. L'Austria è tradizionalmente molto collegata ai paesi dell'est europa e dei balcani quindi si vogliono evitare infiltrazioni malavitose e fenomeni di sfruttamento abbastanza comuni in quei paesi.
Anche la legislazione austriaca si basa sulla concezione di licenze da parte degli enti locali ma, a differenza dell'olanda, esiste una legislazione nazionale che pone delle regole di base. Entro queste regole viene lasciata libertà ai singoli Land su come comportarsi. Un Land può decidere di non mettere a disposizione licenze e quindi, di conseguenza, di non autorizzare l'apertura di locali. La prostituzione è considerata un lavoro quindi le prostitute versano contributi e pagano tasse. Per esercitare la prostituzione è necessario iscriversi negli elenchi. L'iscrizione non è automatica e prima di potere esercitare è necessario fare domanda e solo in caso di risposta affermativa si può iniziare ad esercitare. Le ragazze non sono considerate tutte uguali ma c'è una netta distinzione tra le ragazze austriache e le straniere. Su queste ultime si applicano criteri restrittivi a prescindere siano comunitarie o meno (la legge comunque è un po' più severa per chi proviene da paesi fuori dalla UE). Le prostitute straniere hanno l'obbligo di residenza in terriotorio austriaco. La residenza è quindi necessaria per poter lavorare.
Il ministero degli Affari Sociali ha creato una serie di centri aventi una ulteriore funzione di controllo e di aiuto sopratutto nei casi di sfruttamento. Esistono accordi bilaterali con molti paesi dell'est per monitorare le ragazze in entrata.
Gli articoli 211-216 del codice criminale disciplinano la prostituzione ed i reati connessi in maniera simile a quanto abbiamo già visto nel caso dell'Olanda. La diversità austriaca consiste nel fatto che l'art. 216 mantiene il reato di sfruttamento della prostituzione. Quindi è punibile chi sfrutta la prostituzione altrui con il fine di ottenere da tale sfruttamento un reddito continuativo.
E' Punito anche lo sfruttamento dell’altrui attività di prostituzione
(sempre con l’intenzione di ottenere da ciò un reddito continuativo) dal quale derivi un ingiusto profitto, ovvero realizzato mediante intimidazione o attraverso la prescrizione di particolari modalità di esercizio, ovvero nell’ipotesi in cui i soggetti sfruttati siano più d’uno. Infine sono previste pene molto gravi per chi commette i reati sopra indicati ed appartiene ad una banda criminale e per chi impedisce con l'intimidazione ad una persona di abbandonare l'attività della prostituzione.
Conseguenza di tutto ciò è che la prostituta non è considerata una dipendente del locale ma una libera professionista. Da questo ne deriva la possibilità di decidere i prezzi in completa libertà fatto salve le leggi della libera concorrenza e la legislazione anti-dumping.
Un locale per poter aprire deve ottenere la licenza che viene rilasciata dal comune con il benestare della regione e dopo un controllo della polizia. E' sempre la polizia ad occuparsi del controllo dei locali. I controlli avvengono sempre senza preavviso.
Anche i controlli sanitari sulle ragazze sono obbligatori: la visita medica avviene ogni dieci giorni mentre gli esami del sangue devono essere ripetuti ogni mese. Senza i controlli sanitari in regola non si può lavorare. Al momento dell'iscrizione ai registri la ragazza ottiene una carta verde che deve essere timbrata ad ogni visita medica. Tutti questi controlli sono obbligatori e requisito necessario per lavorare. Il locale che sia scoperto utilizzare ragazze senza aver superato i controlli medici è soggetto ad essere punito dalla legge.
Ricordo che in generale in Austria le legge è molto severa con chi non rispetta i controlli o le norme sanitarie: in questo paese, infatti, l'imprenditore è soggetto ad essere punito con una multa e con la momentanea chiusura del locale. In casi di recidività si è costretti a chiudere e, per come funziona la legge austriaca, essendo la responsabilità personale, non chiude solo il singolo locale ispezionato ma tutte le attività di quel tipo in capo a quella persona.
Le ragazze devono effetturare la visita medica in una struttura pubblica riconosciuta dallo stato. Sia i locali che le singole ragazze possono farsi seguire privatamente da un medico ma tali visite non possono sostituire la visita obbligatoria nella struttura pubblica.
I locali possono avere dei propri regolamenti ma essi non devono contrastare con la legge nè nazionale nè regionale. I prezzi sono stabiliti dalle ragazze che sono considerate libere professioniste (tecnicamente il locale offre solo un servizio). E' possibile stabilire un prezzo minimo al fine di evitare il dumping.

In definitiva la legge austriaca è una legge di regolamentazione della prostituzione. Si parte da una legislazione nazionale la cui applicazione è affidata alle regioni ed agli enti locali. Troviamo un sistema di licenze e visite mediche obbligatorie per le ragazze. E' una legge molto severa che ha l'obiettivo di combattere lo sfruttamento ed il lavoro nero. Il fatto che l'austria sia un paese piccolo, con città mediamente piccole, un basso livello di corruzione, inesistente criminalità organizzata e una cultura rigida permette a questa legge di funzionare tutto sommato abbastanza bene.


LA LEGISLAZIONE TEDESCA

La germania è l'unico paese europeo ad avere avuto sempre una legge sulla prostituzione anche nel medioevo.
Fino a prima del XIX le prostitute erano raccolte nei "frauenhaeuser" e solo lì potevano esercitare. Con la riforma protestante le prostitute furono perseguite in quanto considerate responsabili della diffusione della sifilide.
Nel XIX secolo le prostitute dovevano registrarsi e sottoporsi ai controlli medici obbligatori. La prostituzione era tollerata ma vista come una minaccia alla moralità pubblica. Le prostitute avevano l'obbligo di essere di mettere i evidenza il loro status e veniva operata nei loro confronti una discriminazione sia sociale che giuridica.
Durante il regime naista la legge cambiò: la prostituzione su strada fu considerata antisociale e le prostitute vennero deporate nei campi di concentramento. Fu istituito un sistema centralizzato di bordelli e per le ragazze vigeva il divieto di rapporti sessuali con non ariani.
Esistevano bordelli anche nei campi di concentramento ma in questo caso le ragazze non avevano diritto a nessun compenso.
Dopo la seconda guerra moandiale la legge sulla prostituzione venne completamente riscritta con l'abolizione di entrambe le precedenti leggi.
Venne istituito il reato di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento. Le ragazze erano tenute a registrarsi ed a sottoporsi a controlli medici. Non era possibile aprire delle case chiuse ma soltanto affittare stanze da letto. Tuttavia questo non metteva al riparo i locali che molto spesso venivano chiusi. Per evitare lo sfruttamento e la prostituzione da strada, lo stato costruì i dirnenwohnheime, giganteschi dormitori dove le prostitute potevano affittare una stanza a prezzi stracciati.
La prostituzione era considerata comunque una atività immorale e che offende il buon costume pubblico. Il contratto di prostituzione era considerato nullo quindi non era possibile esigere un mancato pagamento. Le ragazze che esercitavano la professione in casa potevano essere sfrattate all'istante ed i locali che le ospitavano potevano essere chiusi.
La situazione cambio nel 1999 quando l'imprenditrice Felicitas Weigmann, titolare del caffè berlinese Psst, si vide chiudere il locale poichè veniva utilizzato anche dalle prostitute per addescare i clienti. In tribunale la Weigmann decise di non contestare le accuse ma di sostenere che non le si poteva imputare nulla poichè la morale pubblica, non statica ma dinamica, non considerava più come contraria al buon costume la prostituzione. La Weigmann vinse il processo!
E' stato l'unico caso in europa in cui la legge sulla prostituzione dovette essere abrogata perchè rovesciata da una sentenza. Nel 2002 la corte costituzionale giudicò incompatibili con i nuovi sviluppi legali il divieto di farsi pubblicità per le prostitute.
Così nel 2002 fu proposta l'attuale legge sulla prostituzione.
Le ragazze sono considerate lavoratrici quindi versano i contributi e pagano le tasse (imposte sul reddito ed IVA). Indurre una persona a prostituirsi prima dei 21 anni è considerato reato così come acquistare servizi sessuali da una minorenne. Esistono alcune blande disposizioni federali ma il grosso delle leggi sono applicate a livello regionale. E' compito della regione stabilire in quali zone può essere esercitata la prostituzione. I locali non necessitano licenza alcuna e sono considerate normali attività a scopo di lucro. La legge federale imporrebbe controlli sanitari obbligatori ma de facto essi sono tali solo in Baviera, dove sono pure proibiti qualsiasi tipo di rapporto senza preservativo.
Esiste tuttavia una certa tendenza alla evasione ed al lavoro nero poichè molte ragazze , considerando questo lavoro temporaneo, non vogliono versare contributi e nemmeno pagare le tasse. Questo ha ortato alcuni Land ad intervenire in maniera più decisa nella regolazione di questa professione. La Baviera al momento risulta essere la regione con regole più severe. Berlino, invece, ha regole poco severe.

piccola curiosità: il ministero della salute tedesco nel 2002 ha condotto uno studio sullo stato di saluto delle ragazze che si prostituiscono e da esso è venuto fuori che solo il 2% di esse risultavano aver contratto una qualsiasi MST. Un dato che è decisamente più basso rispeto a quello che si rileva tra le free!


PROSTITUZIONE LEGALE MA NON REGOLAMENTATA

Veniamo ai paesi del secondo tipo ovvero dove prostituirsi è legale ma non vi è regolementazione alcuna.
Il principio che regge questi sistemi è che lo sfruttamento della prostituzione ed il favoreggiamento sono reato. La legge è molto generica ed è compito della giurisprudenza stabilire quali atti sono da considerare sfruttamento o favoreggiamento. Ci sono legislazioni più o meno restrittive ma in ogni caso gli interventi dello stato tendono ad essere pochi ed i controlli sanitari sono lasciati alle ragazze.
Per quanto riguarda la situazione dell'italia prostituirsi è legale ma è considerata una attività lesiva del buocostume e della morale quindi l'oggetto del contratto di prostituzione è nullo.
Sia la giurisprudenza che la legge sono restrittive nei confronti della prostituzione da strada mentre sono più tolleranti nei confronti di chi esercita in appartamento. Tuttavia vige una grande confusione e tutto è spesso affidato agli uomori dei sindaci e dei giudici. Qualcuno non tollera la prostituzione da strada ma contemporaneamente persegue per favoreggiamento chi affitta un appartamento ad una prostituta. A volte è capitaton che due prostitute che condividessero l'appartamento venissero accusate entrambe di favoreggiamento.
Non ci sono controlli medici e le prostitute non sono registrate. La prostituzione nei locali è proibita e considerata sfruttamento.
Più volte in italia si è cercato di introdurre forme di regolamentazione sempre respinte: dieci anni fa' si tentò di introdurre una "zonizzazione" e l'apertura di eros center ma poi non si fece nulla. Pochi anni fa' si tentò di introdurre dei controlli medici obbligatori ma anche qui non se ne fece nulla.
In italia le prostitute sono rappresentate da una loro associazione (l'associazione per i diritti civili delle prostitute). Anche la CGIL si è ripetutamente spesa in favore di una regolamentazione del fenomeno. A livello politico pare non esserci interesse ad una regolamentazione fatta eccezzione per piccoli partiti.
In Francia la legislazione è identica all'italia con l'unica differenza che la legislazione è più coerente. Qui oltre allo sfruttamento si punisce anche l'addescamento in luogo pubblico. Risultano punibili sia le ragazze che i clienti.
La Slovenia, pur avendo una legislazione simile a quella italiana, è piuttosto tollerante nella giurisprudenza. Anche qui niente liste e niente controlli.Repubblica Ceca e Polonia sono altri due paesi in cui c'è molta tolleranza.
C'è comunque da dire che in molti di questi paesi il non intervento da parte delle istituzioni favorisce l'inserimento della criminalità organizzata, crea notevoli sacche di evasione fiscale ma c'è anche un'altro problema di cui parlerò a breve...

Il succo del problema è stato più volte denunciato dalle stessa ragazze e dalle associazioni che le rappresentano (almeno nel nostro paese).
Ovvero la contraddizione di fondo esistente nella nostra società tra la possibilità di prostituirsi liberamente ed il giudizio "morale" (io definirei moralista) che porta a disprezzare chi si prostituisce. Ciò genera violenza (non solo fisica ma anche verbale e di comportamento nei confronti di chi si prostituisce). Secondo le associazioni i più colpiti sono proprio i giovani cresciuti spesso in contesti di scarsa educazione sessuale, di forte stimolo alla sessualità ma contemporaneamente nella colpevolizzazione di essa.
Finchè si continuerà a dare alle persone la libertà di prostituirsi ma si continuerà a sostenere, anche a livello legale, che la prostituzione è una attività "immorale", "contraria alla morale pubblica" oppure "contraria al buon costume" allora ci saranno sempre problemi perchè la seconda affermazione contraddice la prima. Non si può affermare la libertà di coscienza e poi subito dopo rimangiarsi tutto considerando come "nullo" l'oggetto del contratto di prostituzione (sarebbe come poter essere liberi di fare i falegnami ma non poter stipulare un contratto di lavoro perchè tagliare gli alberi è considerato contrario al buon costume :D).
Insomma come scriveva magic già tempo fa' il problema consiste nel fatto che si continua a non voler considerare la prostituzione come un lavoro a tutti gli effetti, relegando le persone che esercitano tale professione in una condizione di inferiorità rispetto agli altri. 

Quali sono i pregi e difetti dei vari modelli....qui di seguito in breve....

1) IL MODELLO PROIBIZIONISTA: almeno fino ad ora, non ha registrato particolari pregi. Al contrario si registra la presenza di parecchi difetti come l'aumento della criminalità e della evasione fiscale. Non vanno sottovalutati nemmeno gli effetti negativi su clienti e ragazze. Per quanto riguarda i primi si ottiene l'effetto di dissuadere molte persone "normali" (che magari emigrano verso altre mete) lasciando il campo soltanto a chi è disposto a correre molti rischi (e spesso si tratta di gente non proprio raccomandabile). Le ragazza a loro volta sono costrette ad evadere il fisco, ad essere preda dei violenti, a dover scendere a patti con la criminalità ed a non avere cure mediche adeguate. Questo modello in europa è utilizzato solo da Svezia ed Irlanda.


2) MODELLO DI TOLLERANZA: caratteristica princiaple di questo modello è l'assenza di ogni forma di coordinamento quindi le ragazze devono arrangiarsi da sole. Nella mente degli ideatori questo modello dovrebbe diminuire lo sfruttamento e permettere alle ragazze di organizzarsi cdome meglio credono. A livello pratico si sono verificati i problemi già sopra elencati con il primo modello. Il vero elemento distintivo di questo modello è la confusione consguenza della quale il cliente non ottiene nessuna garanzia sui prezzi e sui servizi mentre le ragazze non ottengono alcuna garanzia circa la possibilità di poter esercitare la loro professione senza andare incontro ad inconvenienti.
L'unica cosa che conta in questo tipo di modelli  la conoscenza personale. I clienti più avvantaggiati sono quelli abituali.

3) MODELLI DI REGOLAMENTAZIONE: i pregi di questi modelli consistono nel riuscire a regolamentare la professione e nell'eliminare l'evasione fiscale. I clienti ricevono notevoli garanzie a prescindere da chi siano riguardo i prezzi, la sicurezza ed il servizio. Stessa cosa vale per le ragazze.
I difetti consistono nel fatto che tale modello è applicabile prevalentemente in paesi piccoli , con criminalità scarsa o debole e con poca corruzione. E' un modello dominante sopratutto nei paesi a tradizione socialdemocratica che necessitano di una chiara registrazione di tutte le professioni.

4) MODELLO DI LIBERALIZZAZIONE: il pregio di questo modello consiste nella sua pragmaticità cioè nel riuscire a dare un minimo di protezione ad una realtà che altrimenti sarebbe in balia dela criminalità. Si garantisce quindi un livello minimo confidando nella capacità di autorganizzazione dei privati. E' un modello che prevale in paesi di grosse dimensioni dove sarebbe facile eludere controlli stringenti.
I difetti consistono nel fatto che tale modello non è impermeabile nè alla criminalità nè alla evasione fiscale.
E' un modello prevalente in paesi di grandi dimensioni oppure in paesi di tradizione liberale. 

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